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NEW YORK - C'è un nuovo capitolo nella vicenda Google Books: a pochi giorni dall'esame della Corte di New York (18 febbraio) dell'accordo raggiunto tra il colosso del web e gli autori ed editori americani, diventa più evidente il fronte del dissenso di quelli europei. Gli editori italiani, tedeschi, svizzeri e austriaci, hanno infatti presentato formalmente al tribunale della Grande Mela le loro obiezioni; altrettante sono state quelle delle associazioni francese e spagnola.
L'accordo, che dopo una prima versione del 2008 ha avuto un aggiornamento a novembre 2009, riguarda la digitalizzazione dei libri. Nato per risolvere una class action intentata nel 2005 da autori ed editori Usa contro Google per violazione del copyright, prevede che la società di Mountain View investa dei soldi per la creazione di un registro nel quale autori ed editori possano inserire i propri lavori e venire pagati ogni volta che il testo è visionato online (una parte dei guadagni va a Google). L'intesa vale per i libri registrati negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e Canada, paesi che hanno una legislazione simile. Ne sono dunque esclusi la maggior parte dei libri di editori internazionali.

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SDA-ATS