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Gli investimenti mondiali in energie rinnovabili crescono e il merito è dei Paesi emergenti, segnatamente della Cina, mentre negli Stati più ricchi la spesa 'verdè scende a causa dell'Europa e soprattutto di Germania, Francia e Italia.

A scattare la fotografia del settore è l'Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente, che nel suo ultimo rapporto sottolinea un traguardo storico: per la prima volta la spesa nei Paesi in via di sviluppo ha superato quella nelle nazioni sviluppate.

Nel 2015 gli investimenti in rinnovabili hanno raggiunto i 286 miliardi di dollari a livello globale, battendo il precedente record di 278 miliardi registrato nel 2011. La spesa nella parte benestante del Pianeta è diminuita dell'8% su base annua a 130 miliardi, mentre quella nelle aree emergenti è aumentata del 19% a 156 miliardi. Il grosso lo ha fatto la Cina iniettando nel settore 103 miliardi, e cioè oltre un terzo degli investimenti mondiali. In forte crescita anche India e Sudafrica.

Sul fronte opposto, gli Usa hanno riportato un +19% a 44,1 miliardi e il Giappone è rimasto sostanzialmente stabile a 36,2 miliardi. Chi ha perso terreno è l'Europa, che ha visto gli investimenti scendere del 21% a 48,8 miliardi, la cifra più bassa degli ultimi nove anni. Se il Regno Unito brilla con 22,2 miliardi (+25%), a pesare sono le contrazioni in Germania (-46% a 8,5 miliardi) e Francia (-63% a 2 miliardi). L'Italia, un tempo stella del solare, ci mette il suo carico: nel 2015 la spesa è scesa poco sotto il miliardo di dollari, dato che segna un calo del 21% su base annua ed è ben lontano dal picco di 31,7 miliardi riportato durante il boom del fotovoltaico nel 2011.

Il quadro mondiale, comunque, resta positivo. Nel corso dell'anno 266 miliardi di dollari sono stati investiti direttamente in nuovi impianti rinnovabili, a fronte dei 130 miliardi stimati per centrali a carbone e a gas. Le fonti pulite hanno generato il 10,3% dell'energia consumata nel mondo: se non ci fossero state, nel 2015 avremmo immesso in atmosfera 1,5 miliardi di tonnellate di CO2 in più.

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SDA-ATS