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TEHERAN - Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad è ieri sera intervenuto a sorpresa sulla questione del nucleare ed ha detto che il suo paese è pronto a far arricchire in paesi terzi parte del suo uranio, così come proposto dalle Nazioni Unite.
"Non ci sono problemi ad inviare il nostro uranio all'estero, c'é chi si agita troppo, noi lo consegniamo al 3,5 per cento e ci viene restituito al 20 per cento nel giro di qualche mese", ha detto in un'intervista alla Tv pubblica.
In attesa dalla prossima riunione del '5+1', preannunciata per i prossimi giorni, gli Usa hanno replicato che se l'Iran è pronto ad accettare quanto suggerito dall'Onu dovrebbe comunicarlo all'Aiea, l'agenzia per il nucleare delle Nazioni Unite.
Il Dipartimento di stato ha chiarito che l'offerta non è rinegoziabile e la Casa Bianca ha affermato che la proposta originaria "é equilibrata e in buona fede". Una fonte anonima dell'Amministrazione ha poi detto che gli Usa "sono comunque pronti ad ascoltare" se c'é qualche vera novità.
L'Aiea e il Gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) lo scorso ottobre hanno suggerito che Teheran consegni alla Russia 1.200 dei 1.500 chilogrammi di uranio al 3,5 per cento di cui dispone. Una volta arricchito al 20 per cento, lo stock verrebbe passato alla Francia che provvederebbe a trasformarlo in combustibile nucleare per un reattore a Teheran che produce isotopi per la cura del cancro.
L'Iran non ha mai formalmente accettato l'offerta, chiedendo correttivi che la comunità internazionale ha giudicato inaccettabili. Teheran in passato si era già detta disposta all'arricchimento all'estero ma solo in piccoli quantitativi. L'Occidente mira invece a privare temporaneamente l'Iran di gran parte dei suoi stock per impedirgli di produrre uranio adatto a scopi bellici.

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SDA-ATS