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TEHERAN - "Una minaccia per il Paese". Così il segretario del Comitato per la difesa passiva in Iran, Davud Ahmadinejad, fratello del presidente Mahmud Ahmadinejad, ha definito lo sviluppo delle comunicazioni Internet, sottolineando che "il nemico ha preso di mira gli interessi iraniani" approfittando di questo mezzo.
"Oggi i messaggi sono inviati da un luogo all'altro entro pochi secondi e questa è una minaccia per il Paese", ha detto Davud Ahmadinejad, citato dal quotidiano "Teheran Times", durante la seconda conferenza sulla Difesa passiva in Iran. Il segretario del comitato ha quindi fatto appello a tutti gli scienziati iraniani perché cooperino alla difesa contro la "guerra di velluto" avviata dal nemico.
Da tempo nella Repubblica islamica è impedito l'accesso a molti siti Internet e i Pasdaran hanno costituito uno speciale organismo per la "guerra cibernetica". Ma ciò non ha impedito all'opposizione di utilizzare negli ultimi sette mesi la Rete per diffondere messaggi, appelli a manifestazioni di piazza e per fare vedere in tutto il mondo le immagini delle proteste e della violenta repressione.

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SDA-ATS