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Iran: avvocato Sakineh, esecuzione possibile in ogni momento

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 settembre 2010 - 10:51
(Keystone-ATS)

Berna - L'esecuzione di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio, potrebbe essere "questione di ore". È l'allarme lanciato dall'avvocato della donna, Javid Houtan Kian, in un'intervista telefonica all'agenzia di stampa Adnkronos. La condanna a 99 frustate è invece già stata eseguita, afferma il figlio della donna.
"Il mio ricorso alla Corte Suprema non è stato ancora formalmente accolto - spiega l'avvocato - e per questo motivo l'autorità giudiziaria ha il potere di rendere esecutiva in ogni istante la condanna a morte per lapidazione".
"Temiamo che questo possa avvenire a breve - ribadisce - Per questo siamo molto preoccupati". Da Tabriz, dove vive e dove è imprigionata Sakineh, l'avvocato precisa che non gli è permesso di incontrare la sua assistita "da più di due settimane, da quando è stata costretta a rilasciare un'intervista in tv" in cui ammetteva i reati che le vengono attribuiti. Fin da subito il legale e la famiglia di Sakineh avevano denunciato che l'intervista le era stata estorta con le minacce e le torture. Da settimane, ormai, la procedura giudiziaria è ferma, denuncia Houtan Kian.
"Attendiamo la risposta della Corte Suprema, ma al momento la situazione è critica, Sakineh rischia di essere lapidata in ogni momento". Infine l'avvocato denuncia l'operato del suo predecessore, Mohammad Mostafaei, fuggito in Norvegia nelle scorse settimane e da allora spesso intervistato dai media di tutto il mondo. "Mostafaei non rappresenta più Sakineh - dice - pertanto le dichiarazioni che continua a rilasciare non devono essere attribuite alla sua famiglia".
il figlio della donna, Sajjad Ghaderzadeh, ha da parte sua dichiarato che la nuova condanna a 99 frustate a carico di Sakineh "è già stata eseguita". "In seguito alla pubblicazione sul Times di Londra della foto di una donna senza velo erroneamente attribuita a lei, mia madre è stata condannata da un giudice speciale di Tabriz (la città in cui è detenuta, ndr), a 99 frustate - spiega - Secondo le nostre fonti, la sentenza è stata eseguita, mia madre è stata frustata pochi giorni fa".
"Questo è un fatto insopportabile, che mi indigna veramente", dice Sajjad, che da Tabriz, dove vive, continua a denunciare all'estero le "atrocità ingiustificate" a cui è sottoposta la madre, cambiando quasi quotidianamente la scheda del suo cellulare, per paura di essere intercettato e punito dalle autorità del suo paese. Il giovane non conosce le condizioni di salute della madre, perché non gli è permesso di incontrarla "da più di due settimane, dal momento che è stata costretta a rilasciare un'intervista alla tv di Stato - spiega - Sono molto preoccupato, spero di poterla incontrare giovedì, ma non sono sicuro che mi daranno l'autorizzazione".
L'avvenuta esecuzione delle 99 frustate nei giorni scorsi - pena che Sakineh ha subito anche quattro anni fa, all'inizio della sua vicenda giudiziaria - è confermata anche dall'avvocato Houtan Kian. "Secondo la testimonianza di due detenute scarcerate venerdì dalla prigione di Tabriz, Sakineh ha subito in carcere un processo per direttissima in cui è stata riconosciuta colpevole di corruzione morale per aver autorizzato la pubblicare di una sua foto senza velo - spiega l'avvocato - Dopo la condanna, è stata subito frustata per 99 volte".

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