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TEHERAN - I giudici d'appello hanno confermato in Iran sentenze fino a nove anni e mezzo di carcere emesse dalle Corti rivoluzionarie contro attivisti dell'opposizione in seguito alle manifestazioni di protesta dello scorso anno contro la contestata rielezione alla presidenza di Mahmud Ahmadinejad. Lo scrivono oggi i siti dell'opposizione.
Nove anni e sei mesi di reclusione sono stati inflitti a Bahareh Hedayat, una dirigente dell'organizzazione studentesca riformista Tahkim Vahdat. Cinque anni di reclusione le sono stati inflitti per avere organizzato raduni di protesta considerati "complotti contro il sistema" di governo, due anni per "insulti alla Guida suprema", ayatollah Ali Khamenei, e sei mesi per "insulti al presidente e propaganda contro il sistema". Per altri due anni di reclusione, per una manifestazione di quattro anni fa, la Hedayat ha ottenuto la sospensione condizionale della pena.
Sette anni e mezzo di reclusione sono stati confermati per un altro dirigente del Tahkim Vahdat, Milad Asadi. Amir Khosrow Dalirsani, un attivista politico di tendenza islamico-liberale, è stato condannato a quattro anni di reclusione e Peyman Aref, giornalista e attivista studentesco, a un anno di reclusione e 74 frustate. La pena corporale è stata confermata per "insulti al presidente".
Un altro noto riformista, l'ex deputato Mohsen Armin, che era stato arrestato il 16 maggio scorso, è stato rilasciato su cauzione, secondo quanto scrive oggi il giornale "Arman".

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SDA-ATS