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Cortei di centinaia di migliaia di persone stanno attraversando le principali città iraniane per celebrare il 37esimo anniversario della Rivoluzione Islamica che, l'11 febbraio 1979, pose fine al potere dello shah Reza Pahlevi e a 2500 anni di monarchie in Iran.

Immagini di Khomeini, bandiere iraniane, stendardi che inneggiano ad Allah e alla liberazione dal potere coloniale straniero. Qua e là anche qualche slogan di "morte all'America" che commentatori sull'iraniana Press Tv si sono affrettati a spiegare nel nuovo contesto politico aperto dall'accordo sul nucleare e la fine delle sanzioni.

"Morte all'America non significa morte o ostilità verso gli americani, ma morte verso la politica estera degli Stati Uniti", osserva il politologo Hamed Mousavi. In Iran, è ancora troppo forte il ricordo del colpo di Stato organizzato dalla Cia contro il premier democraticamente eletto Mossadeq nel 1953, l'asservimento di Teheran e delle sue risorse economiche durante il regime dello shah, il sostegno all'Iraq nella guerra contro l'Iran, e poi le sanzioni economiche.

A Teheran, dieci manifestazioni sono confluite verso piazza Azadi, dove la torre a Y rovesciata è diventata per gli iraniani il simbolo della loro ritrovata indipendenza nel 1979. Qui, è in programma un discorso del presidente della Repubblica Hassan Rohani al termine della mattinata.

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SDA-ATS