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La Gran Bretagna ha informato l'Onu che un anno fa l'Iran ha tentato di comprare tecnologie per l'arricchimento dell'uranio da due società che fanno parte della lista nera, soggette al regime di sanzioni dell'Onu.

Lo afferma un rapporto degli esperti che vigilano sul rispetto delle sanzioni. Se confermato, tale fatto potrebbe accrescere le preoccupazioni sull'accordo con Teheran che dovrebbe essere siglato entro il 30 giugno.

Nel documento si afferma che "il governo britannico il 20 aprile 2015 ha informato il gruppo di esperti di essere a conoscenza di una rete attiva di approvvigionamento nucleare da parte di Teheran. Attività associata all'Iran's Centrifuge Technology Company (TESA) e alla Kalay Electric Company (KEC)".

La prima società è sottoposta a sanzioni da parte degli Usa e dell'Unione europea (Ue), la seconda dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu, a causa del loro coinvolgimento nello sviluppo di centrifughe per il programma di arricchimento dell'uranio bandito dalle Nazioni Unite.

Se la denuncia verrà confermata, tali azioni rappresenterebbero quindi una violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. "Questa notizia mostra la necessità di nuove regole per disciplinare gli appalti del nucleare iraniano in modo che siano coerenti con i limiti posti nel prossimo accordo globale", ha commentato Mark Fitzpatrick, esperto di proliferazione nucleare presso l'International Institute for Strategic Studies. A suo parere, tuttavia, la rivelazione non rappresenta una minaccia diretta per l'esito dei negoziati tra Teheran e il gruppo dei 5+1.

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SDA-ATS