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TEHERAN - Il capo dei ribelli del movimento sunnita iraniano Jundullah, Abdolmalek Righi, è stato impiccato stamani.
Righi, che aveva circa 30 anni, era stato arrestato dai servizi segreti iraniani il 23 febbraio di quest'anno, mentre stava viaggiando su un aereo da Dubai al Kirghizistan. L'aereo era stato fatto atterrare in territorio iraniano.
Il gruppo estremista sunnita Jundullah (Soldati di Dio) conduce da una decina d'anni una lotta armata nel sud-est dell'Iran, con rapimenti di agenti di polizia e sanguinosi attentati dinamitardi.
I membri del Jundullah sono dell'etnia dei Baluci, che rappresenta una parte importante della popolazione della provincia del Sistan-Baluchistan, a cavallo del confine fra Iran e Pakistan. Essi sono inoltre di confessione sunnita, in un Paese come l'Iran dove oltre il 90% della popolazione è sciita, così come il sistema di governo.
Il più grave attentato addebitato a Jundullah è quello compiuto il 18 ottobre del 2009 nella località di Pishin, dove l'esplosione di una bomba provocò oltre 40 morti, tra i quali una quindicina di membri dei Pasdaran, i Guardiani della rivoluzione.
Nel maggio precedente una bomba fatta esplodere in una moschea sciita della città di Zahedan, il capoluogo della provincia del Sistan-Baluchistan, aveva provocato 25 morti e una cinquantina di feriti.
Nel febbraio del 2007, invece, 13 persone erano morte per l'esplosione di un'autobomba fatta saltare vicino ad un autobus carico di Pasdaran.
Le autorità di Teheran hanno accusato a più riprese gli Usa, la Gran Bretagna ma anche il Pakistan di avere sostenuto l'organizzazione estremista sunnita. Questi tre Paesi hanno sempre smentito.
Lo stesso Righi dopo l'arresto aveva 'confessato' alla tv iraniana in lingua inglese Press TV di aver accettato l'aiuto militare e logistico offertogli dagli Stati Uniti per organizzare attacchi contro l'Iran.
Il fratello di Abdolmalek, Abdolhamid, anch'egli di Jundullah, era stato giustiziato il 24 maggio scorso nella prigione di Zahedan.

SDA-ATS