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TEHERAN - Nel primo anniversario dell'inizio della repressione delle proteste in Iran, che vide la morte tra gli altri di Neda Agha-Soltan, uno dei leader dell'opposizione, Mehdi Karrubi, ha affermato oggi che continuerà la sua lotta "fino alla fine del cammino".
Karrubi, in una "lettera al popolo iraniano" pubblicata dai principali siti dell'opposizione, definisce "una vergogna che non può essere nascosta in alcun modo" la rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad nella contestata consultazione del 12 giugno 2009 e la sanguinosa repressione delle manifestazioni che seguirono.
Nella sola Teheran, secondo fonti ufficiali, furono dieci le persone uccise negli scontri del 20 giugno 2009, quando molte migliaia di manifestanti scesero in piazza nonostante l'avvertimento lanciato il giorno prima dalla Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, che aveva ordinato la fine delle proteste pacifiche per il risultato delle elezioni. Secondo fonti anti-governative il numero delle vittime fu superiore.
"A un anno di distanza, considerando quello che hanno fatto con i vostri voti e il sangue versato per riconquistare i vostri diritti, affermo con forza e onestamente che resterò al vostro fianco fino alla fine di questo cammino", recita la lettera di Karrubi. "Il voto che vi hanno rubato e il diritto che vi hanno brutalmente negato sono una vergogna che non può essere nascosta in alcun modo", aggiunge l'ex presidente del Parlamento riformista.

SDA-ATS