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Se il Congresso americano non voterà l'accordo con l'Iran, "darà luce verde all'atomica" di Teheran: lo ha sostenuto il segretario di stato statunitense John Kerry, difendendo la storica intesa di Vienna nel corso di un'audizione parlamentare.

Kerry, di fronte alle dure critiche dei repubblicani che lo accusano di aver ceduto agli iraniani, ha quindi contrattaccato con altrettanta fermezza, ribattendo che chi si oppone all'accordo "sta spingendo per una alternativa irrealistica" che è quella di "un accordo che preveda la totale capitolazione dell'Iran".

"La verità - ha proseguito Kerry - è che oramai l'Iran ha una grande esperienza con la tecnologia nucleare, e non possiamo fare nulla per eliminare questa conoscenza. Né possiamo sanzionare il fatto di avere queste conoscenze".

E se il Congresso voterà contro l'intesa - avverte il segretario di stato - "il risultato sarebbe che gli Stati Uniti dovrebbero rinunciare a tutte le restrizioni che sono state fissate nell'accordo. E avremmo dilapidato la migliore opportunità mai avuta per risolvere questo problema in maniera pacifica".

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SDA-ATS