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Stati Uniti e Iran sembrano molto vicini a un accordo storico sul cruciale dossier nucleare. Il segretario di stato americano John Kerry, a sorpresa, vola oggi a Ginevra dove tra una manciata di ore vedrà il ministro degli esteri iraniano, Javad Zarif. Kerry deve però fare fronte alla recisa opposizione di Israele, ribaditagli stamane dal premier Benjamin Netanyahu in un nuovo incontro, il terzo negli ultimi giorni.

Il segno tangibile che, nelle ultime ore, i colloqui tra i vertici di Teheran e il gruppo 5+1 sulla difficile questione atomica potrebbero aver fatto passi da gigante. Dopo tanti alti e bassi, la prudenza è d'obbligo. Tuttavia, secondo fonti citate dai media americani, già nella giornata di venerdì, Kerry e Zarif potrebbero sottoscrivere di proprio pugno un documento dintesa, una firma congiunta nero su bianco su un "protocollo daccordo" che segnerebbe un primo passo molto significativo verso un’intesa generale e onnicomprensiva.

La Nbc parla apertamente della vigilia di un "momento storico", che potrebbe ristabilire il dialogo e la collaborazione tra Teheran e Washington dopo circa 35 anni di rapporti tesissimi.

Pochi minuti dopo la notizia del viaggio di Kerry, anticipata dalla Associated Press, lo stesso Barack Obama, ai microfoni sempre della Nbc, seppure tra mille prudenze, ha in qualche modo confermato il netto miglioramento del clima: "Raggiungere un accordo con Teheran sul dossier nucleare – ha detto il presidente - è di gran lunga preferibile rispetto a far aumentare le tensioni che potrebbero portare a un scontro".

Più tardi, è arrivato un comunicato ufficiale del Dipartimento di Stato che, seppure confermando la missione del tutto inattesa di Kerry in Svizzera, ostenta cautela: "Il Segretario di Stato – si legge nella nota diffusa ad Amman - si recherà a Ginevra, su invito del rappresentante dell'Unione europea Catherine Ashton, nel tentativo di contribuire a ridurre le divergenze nei negoziati". Insomma, tutto fa pensare a una clamorosa svolta positiva, ma servirebbe ancora un ultimo sforzo.

Opposizione completa di Israele

Israele "respinge completamente questo accordo". Lo ha detto stamane il premier Benyamin Netanyahu al segretario di Stato Usa John Kerry parlando dell'eventuale intesa sulla questione nucleare tra Iran e potenze del 5+1.

"Mi è stato riferito che a Ginevra gli iraniani passano nei corridoi con il sorriso sulle labbra", ha aggiunto Netanyahu, citato dalla radio militare "Devono proprio essere soddisfatti perchè hanno ottenuto quanto hanno voluto. Volevano un allentamento delle sanzioni dopo anni di pressioni, e lo ricevono. D'altra parte non pagano un prezzo, perchè non riducono in alcun modo la propria capacità di produrre uranio".

Per questa ragione, ha concluso Netanyahu, Israele si oppone alle intese in via di formulazione a Ginevra.

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SDA-ATS