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TEHERAN - L'Iran ha fatto capire oggi che non verrà accolta una proposta avanzata dal presidente brasiliano Ignacio Lula da Silva per salvare e dare asilo in Brasile a Sakineh Mohammadi-Ashtiani, una donna iraniana condannata alla lapidazione, per la quale si sono mobilitati governi e organizzazioni per i diritti umani in Occidente.
Il portavoce del ministero degli esteri di Teheran, Ramin Mehman-Parast, ha lasciato intendere che, secondo le autorità iraniane, Lula ha annunciato pubblicamente il suo intento sotto l'effetto dell'emozione del momento e senza conoscere il merito della vicenda.
"Il presidente da Silva è una persona umanitaria e dall'animo gentile - ha detto Mehman-Parast rispondendo ad una domanda durante la sua conferenza stampa settimanale - ma probabilmente non ha abbastanza informazioni su questa vicenda. Si tratta di un caso giudiziario. Quello che possiamo fare è fornirgli un rapporto sui dettagli dei reati commessi dalla persona in questione e allora anche per lui la situazione sarà chiara".
La lapidazione di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, 43 anni, condannata nel 2006 per adulterio ma, secondo l'agenzia Irna, anche per l'assassinio del marito, è stata sospesa temporaneamente il mese scorso dalle autorità giudiziarie iraniane.
Lula ha avanzato la proposta di asilo per Sakineh durante un discorso pubblico sabato scorso, incoraggiato apparentemente dalla fase particolarmente positiva dei rapporti con i dirigenti di Teheran, dopo che il Brasile, insieme alla Turchia, si è schierato contro le sanzioni dell'ONU alla Repubblica islamica per il suo programma nucleare.

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SDA-ATS