Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

TEHERAN - È il risultato di un'intesa tra l'Iran e la comunità internazionale il termine di un mese di cui ha parlato ieri il ministro degli esteri di Teheran, Manuchehr Mottaki, per arrivare ad un eventuale accordo sull'arricchimento all'estero dell'uranio iraniano. Lo ha precisato oggi il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Ramin Mehman-Parast, dopo che ieri Mottaki aveva parlato di "un ultimatum" posto da Teheran.
"Se la controparte - ha detto Mehman-Parast, citato dall'agenzia Isna - non fornirà l'uranio arricchito al 20% di cui abbiamo bisogno, lo produrremo noi. Alcuni paesi stranieri ci hanno chiesto di aspettare ancora due mesi per vedere se può essere raggiunta un'intesa e noi abbiamo accettato. Adesso un mese è passato".
La scadenza è quindi fissata alla fine di gennaio, la stessa di cui aveva parlato ieri Mottaki. Se un accordo non sarà raggiunto per quella data, ha ribadito oggi Mehman-Parast, l'Iran produrrà da solo l'uranio arricchito al 20% di cui ha bisogno per alimentare un reattore con finalità mediche a Teheran.
In novembre l'Iran aveva rifiutato una bozza d'accordo con Usa, Russia e Francia in base alla quale avrebbe dovuto consegnare 1'200 dei suoi 1'500 chilogrammi di uranio arricchito al 3,5% per avere in cambio combustibile prodotto da uranio arricchito al 20%. L'Iran ha affermato invece di essere pronto a scambi successivi di piccole quantità del materiale fissile.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS