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Iran: Nasrin Sotudeh in sciopero fame trasferita in ospedale

L'avvocatessa e attivista per i diritti umani Nasrin Sotudeh (qui in una foto scattata nel 2008) è in sciopero della fame da 40 giorni. Keystone/AP/ARASH ASHOURINIA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 19 settembre 2020 - 19:04
(Keystone-ATS)

Nasrin Sotudeh, avvocatessa e attivista per i diritti umani iraniana detenuta dal 2018, è stata portata in ospedale per il deterioramento delle sue condizioni di salute a causa dello sciopero della fame da 40 giorni per chiedere il rilascio dei prigionieri politici.

L'avvocatessa è stata portata oggi all'ospedale Talaghani di Teheran per "indebolimento fisico, palpitazioni di cuore e respiro affannoso", ha detto il marito, Reza Khandan, al canale della BBC in persiano.

Nasrin Sotudeh, insignita del Premio Sacharov del Parlamento europeo nel 2012, è conosciuta tra l'altro per le sue battaglie in difesa dei diritti delle donne in Iran, tra le quali quella contro l'obbligatorietà di indossare il velo islamico.

Dopo avere scontato tre anni di carcere tra il 2010 e il 2013, è stata nuovamente arrestata nel 2018 e condannata a 33 anni di reclusione e 148 frustate per reati che vanno dall'aver "complottato contro la sicurezza nazionale" alle "minacce contro il sistema", dall'"istigazione alla corruzione e alla prostituzione" al fatto di essere "comparsa senza velo in un'aula di tribunale". L'attivista dovrà tuttavia scontare "solo" i 12 anni relativi al reato più grave di cui è stata riconosciuta colpevole.

La figlia ventenne di Nasrin Sotudeh, Mehraveh Khandan, era stata fermata il mese scorso e poi rilasciata.

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