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TEHERAN - Il regista iraniano Jafar Panahi ha lasciato oggi il carcere di Evin a Teheran. Lo ha reso noto sua moglie. Il cineasta dissidente, arrestato il 2 marzo, è stato rilasciato su cauzione su disposizione del procuratore generale di Teheran, Abbas Jafari Dolatabadi.
"È stato rilasciato e sta bene", ha detto la moglie di Panahi, Tahereh Saeedi, al telefono con la France Presse. "Lo portiamo dal medico", ha precisato. Una decina di giorni fa il regista di 49 anni, un sostenitore del movimento di opposizione al presidente Mahmud Ahmadinejad, aveva cominciato uno sciopero della fame per protestare contro la propria detenzione.
Un comunicato dell'ufficio del procuratore di Teheran, Abbas Jafari Dolatabadi, afferma che Panahi "è stato rilasciato oggi dal carcere di Evin dopo aver depositato una cauzione di due miliardi di rial" (200'000 dollari).
Il suo rilascio su cauzione, in attesa del processo, era stato preannunciato ieri sera. Nel comunicato della procura si precisa che "dopo la fine dell'inchiesta, il fascicolo con i capi d'imputazione a suo carico è stato trasmesso al tribunale rivoluzionario". Non si conoscono i capi d'imputazione.
Panahi era stato arrestato nella sua abitazione a Teheran - assieme ad altre 16 persone fra cui la moglie e la figlia, poi rilasciate, con l'accusa di preparare un film sulle proteste post-elettorali. La circostanza è stata smentita dal pluripremiato regista, il cui arresto ha sollevato un'ondata di indignazione internazionale.
Numerosi appelli sono giunti dal mondo dello spettacolo, gli ultimi nei giorni scorsi al festival di Cannes, dove Panahi avrebbe dovuto far parte della giuria. Panahi ha ricevuto numerosi premi internazionali, fra cui il Leone d'oro alla Mostra di Venezia nel 2000 per "Il cerchio".

SDA-ATS