La Svizzera ha allacciato contatti con Stati Uniti, UE e Iran nell'intento di creare "un canale di pagamento umanitario" che le consentirebbe di continuare a fornire cibo e medicinali alla Repubblica islamica nonostante il ripristino delle sanzioni statunitensi.

Berna si impegna a tutelare gli interessi economici della Confederazione e "segue da vicino gli sviluppi", ha fatto sapere oggi la Segreteria di Stato dell'economia (SECO), confermando una notizia dell'agenzia reuters. "Siamo in contatto diretto con le autorità competenti degli Stati Uniti, dell'UE e dell'Iran."

Le sanzioni statunitensi non sono direttamente applicabili in Svizzera, ma possono avere un impatto sulle imprese elvetiche che operano con l'Iran. "Non spetta al governo stabilire come le singole aziende svizzere debbano reagire alla nuova situazione", ha spiegato un portavoce della SECO. Alle società interessate viene comunque consigliato di contattare le autorità federali competenti in caso di ambiguità.

La Confederazione, secondo la SECO, si sta impegnando in campo umanitario per garantire che la Svizzera possa continuare a fornire all'Iran prodotti alimentari e farmaceutici. Berna vuole dare il proprio contributo affinché le cure mediche e l'approvvigionamento alimentare di base in Iran restino garantiti anche dopo l'entrata in vigore delle sanzioni americane.

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