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Trenta detenuti e 5 poliziotti sono rimasti uccisi in una rivolta scoppiata in un centro di detenzione della polizia in Iraq, a nord-est di Baghdad, che ha portato all'evasione di 40 prigionieri.

Lo ha detto oggi il portavoce del ministero dell'Interno, il generale Saad Maan, precisando che 9 degli evasi erano detenuti per reati di terrorismo.

La rivolta è scoppiata ieri sera nel centro di detenzione di Al Khalis. Il portavoce ha detto che la situazione è stata riportata sotto controllo dalle forze di sicurezza.

La provincia di Diyala è stata investita dalla fulminea offensiva dell'Isis che lo scorso anno ha portato i jihadisti ad impadronirsi di vasti territori nel Nord dell'Iraq, ma in seguito è stata riconquistata dalle forze lealiste.

Il generale Maan ha smentito voci circolate in un primo momento secondo le quali il centro di detenzione di Al Khalis era stato attaccato da miliziani provenienti dall'esterno. "Non ci sono stati assalitori dall'esterno - ha affermato l'alto ufficiale -, la rivolta è partita dall'interno quando alcuni detenuti hanno immobilizzato un agente che stava servendo loro dell'acqua e si sono impadroniti della sua arma. Poi lo hanno ucciso e hanno preso il sopravvento su altri poliziotti, disarmandoli.

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SDA-ATS