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Gli attacchi registrati ieri in tutto l'Iraq hanno provocato la morte di 74 persone, segnando così il giorno più sanguinoso nel Paese da oltre sette mesi a questa parte: lo rendono noto fonti mediche e di sicurezza.

Le violenze coincidono con i tentativi dei vertici politici di stringere alleanze nelle ultime settimane in vista della formazione di un nuovo governo, che il primo ministro uscente Nouri al-Maliki intende intende continuare a guidare, anche senza una chiara maggioranza.

SDA-ATS