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Sono almeno 43 le persone uccise nelle violenze di oggi in Iraq, tra le quali 26 rapite e "giustiziate" sommariamente, secondo fonti di sicurezza. Tra le vittime vi sono 18 persone sequestrate da uomini in uniforme militare i cui cadaveri sono stati poi trovati a nord di Baghdad, in una zona agricola vicino a Tarmiya. I corpi di altri cinque uomini sono stati trovati decapitati in varie parti della città di Tikrit, 180 chilometri a nord della capitale.

Tra le vittime i cui corpi sono stati trovati a Tarmiya ci sono due capi tribali, quattro poliziotti e un comandante dell'esercito. I rapitori, che si muovevano a bordo di veicoli con le insegne dell'esercito, avevano detto ai familiari delle persone prelevate che sarebbero state interrogate nel quadro di diverse inchieste.

Questo tipo di omicidi, con le modalità di un'esecuzione, stanno diventando frequenti nel Paese, in preda ad un'ondata di violenze interconfessionali fra sciiti e sunniti che dall'inizio dell'anno ha provocato quasi 6'000 morti.

La notte scorsa a sud di Tikrit sei persone che viaggiavano su due automobili, tra le quali un maggiore dell'esercito, sua moglie, suo padre e tre fratelli, sono stati fermati, fatti scendere dalle vetture e freddati a colpi d'arma da fuoco.

Questa sera invece a Ghadir, un sobborgo sud-orientale di Baghdad, miliziani armati hanno fatto irruzione in una casa e hanno ucciso cinque donne. Il movente dell'attacco non è ancora stato accertato. I corpi senza vita di altre tre donne sono stati trovati abbandonati nella località di Maamel, ad est della capitale. Quattro civili sono stati invece uccisi e tre feriti dall'esplosione di una bomba posta su una strada vicino a un campo da calcio a Radhwaniya, 15 chilometri a sud-ovest di Baghdad.

Sempre vicino alla capitale, due persone sono morte e quattro sono rimaste ferite da una bomba in un piccolo mercato per la vendita delle pecore a Neherwan, a sud-est, mentre un'altra è stata uccisa e sei ferite da un ordigno ad Abu Ghraib, ad ovest. Infine, il sindaco della cittadina di Hammam Alil, vicino a Mosul, nel nord del Paese, è morto nell'esplosione di una bomba magnetica applicata sotto la sua auto.

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SDA-ATS