Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Nel giorno dell'11/mo anniversario della caduta di Baghdad durante l'invasione anglo-americana del 2003, otto autobomba hanno seminato ancora la morte nei quartieri sciiti della capitale irachena uccidendo in tutto una decina di persone, mentre in altri tre distinti episodi di violenza sei persone sono morte a sud e a nord di Baghdad.

Questo all'indomani di un altro sanguinoso giorno di attentati: ben 19 persone erano state uccise ieri in attentati e scontri armati, facendo salire a oltre 2.400 persone uccise il bilancio delle violenze dall'inizio dell'anno, una cifra pari solo a quelle registratesi nel 2008.

L'attentato odierno più cruento (tre morti e otto feriti) si è verificato a Qadhimia, quartiere a maggioranza sciita nella parte nord di Baghdad. L'ondata di violenza si registra a circa tre settimane dalle attese elezioni legislative del 30 aprile. Il premier sciita Nuri al Maliki, sostenuto dagli Stati Uniti e dall'Iran, spera di rimanere a capo del governo per il terzo mandato consecutivo.

Ma le forze di sicurezza e l'esercito agli ordini di Maliki sono da mesi alle prese con un'insurrezione islamica e qaedista nella turbolenta regione di al Anbar, a maggioranza sunnita.

Il principale gruppo che si dice ispirato ad al Qaida - lo Stato islamico dell'Iraq e del Levante, attivo anche nella rivolta nella vicina Siria - ha nei giorni scorsi conquistato alcune postazioni ai limiti orientali della regione minacciando direttamente la sicurezza della periferia della capitale.

Nei giorni scorsi l'inviato speciale Onu in Iraq, Nikolai Mladenov, si è augurato che "la campagna elettorale si concentri più sulle vere questioni e su come l'Iraq possa risolvere i suoi problemi". In lizza ci sono oltre novemila candidati che si contendono i 328 seggi del parlamento federale.

SDA-ATS