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Trenta persone sono morte e altre 40 sono rimaste ferite oggi in Iraq quando un ennesimo attentatore suicida si è fatto saltare in aria, questa volta in mezzo a un raduno di membri di milizie sunnite che si battono contro Al Qaida. Il bilancio definitivo dell'attentato è stato fornito da fonti di polizia.

L'esplosione è avvenuta nella località di Taji, circa 15 chilometri a nord di Baghdad, dove i miliziani erano in attesa di ricevere il loro stipendio. Le vittime sono tutti membri delle milizie e soldati.

Le milizie Sahwa ("risveglio" un arabo) sono state create con il sostegno delle truppe d'occupazione americane nella provincia di Anbar, a maggioranza sunnita, per contrastare la presenza di Al Qaida, che si ispira anch'essa agli insegnamenti sunniti, ma in una chiave più radicale. Nonostante l'attentato di oggi non sia ancora stato rivendicato, esso sembra inserirsi in una serie di attacchi della stessa Al Qaida che si sono intensificati nelle ultime settimane, in coincidenza con proteste di piazza inscenate nelle regioni a maggioranza sunnita del Paese contro il primo ministro Nuri al Maliki, sciita. Gli organizzatori delle manifestazioni hanno tuttavia respinto il sostegno manifestato dall'organizzazione terroristica alle loro iniziative.

Intanto vicino alla città di Mosul, nel nord dell'Iraq, un gruppo di uomini armati ha ucciso oggi un leader tribale, lo sceicco Ahmad al Luhaibi. L'agguato è avvenuto nel villaggio di Jadalla, 40 chilometri a sud della città.

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SDA-ATS