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BAGHDAD - Una riconta parziale dei voti nelle elezioni legislative dello scorso 7 marzo in Iraq ha confermato la vittoria di misura di una coalizione inter-confessionale guidata dall'ex primo ministro Iyad Allawi. Una vittoria di misura, tuttavia, che non sembra poter rimuovere le difficoltà nella formazione del nuovo governo, mentre i rischi di nuove esplosioni di violenza permangono.
Il blocco Iraqiya di Allawi, sostenuto anche dai Sunniti, ha ottenuto 91 seggi, rispetto agli 89 della coalizione sciita del premier uscente Nuri al-Maliki, che a questo punto potrebbe cercare di formare un'alleanza con un altro schieramento sciita, l'Alleanza nazionale irachena, per mantenere il potere.
"Il processo elettorale non ha visto irregolarità e tutte le denunce di frodi sono infondate", ha detto oggi Qassim al-Aboudi, della commissione elettorale, dopo la riconta di 2,5 milioni di voti nella capitale, richiesto dallo schieramento di Maliki. Ora i partiti hanno tre giorni per presentare ulteriori ricorsi, prima della conferma ufficiale da parte della Corte suprema.
Dopo le precedenti elezioni parlamentari, nel 2005, ci vollero più di cinque mesi per formare il nuovo governo. Un periodo caratterizzato dalle peggiori violenze, con migliaia di morti, dalla caduta del dittatore sunnita Saddam Hussein nel 2003.

SDA-ATS