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Iraq: confermate 3 condanne a morte per assalto a chiesa

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 febbraio 2012 - 13:26
(Keystone-ATS)

La Corte d'appello di Baghdad ha confermato tre condanne a morte e una all'ergastolo nei confronti di quattro membri di Al Qaida riconosciuti colpevoli di avere partecipato ad un assalto compiuto il 31 ottobre 2010 alla chiesa cattolica di Nostra Signora del perpetuo soccorso nella capitale irachena, provocando decine di morti e feriti, tra cui molte donne e bambini. Lo ha reso noto oggi l'Alto consiglio per gli affari giudiziari.

L'attacco è stato rivendicato dallo 'Stato islamico dell'Iraq', l'organizzazione di Al Qaida nel Paese, come parte della campagna contro la presenza dei Cristiani, e che ne ha provocato l'esodo massiccio. I cristiani erano circa milione e mezzo ai tempi del regime di Saddam Hussein.

Il 31 ottobre 2010, una domenica, un commando fa irruzione nella chiesa, di rito cattolico orientale, dopo avere fatto esplodere un'autobomba all'esterno uccidendo sei persone. I terroristi prendono in ostaggio i fedeli e due sacerdoti, chiedendo in cambio del loro rilascio la liberazione di alcuni membri di Al Qaida detenuti in Iraq ed Egitto. Nel successivo assalto lanciato dalle forze di sicurezza almeno 46 persone vengono uccise.

Da allora le violenze contro i Cristiani non sono cessate. Nell'agosto scorso 19 persone sono rimaste ferite nell' esplosione di un'autobomba contro una chiesa cattolica nella città di Kirkuk, nel nord del Paese.

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