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Decine di migliaia di manifestanti, in maggioranza sunniti, sono scesi oggi nelle strade di diverse città irachene per protestare contro le politiche del governo guidato dallo sciita Nuri al Maliki e chiedere una maggiore condivisione del potere.

I raduni, in quello che è stato chiamato dagli organizzatori il 'Venerdì della resistenza', si sono svolti nelle città di Fallujah, Mosul e Tikrit. Le iniziative di protesta fanno seguito agli arresti, il 20 dicembre scorso con l'accusa di "terrorismo", di nove guardie del corpo del ministro delle Finanze Rifaa al Issawi, sunnita.

Le tensioni politiche si sono aggravate in Iraq dopo la partenza delle ultime truppe americane, nel dicembre del 2011, e Maliki è stato accusato dai suoi oppositori sunniti e curdi di cercare di instaurare un regime dittatoriale. Nel frattempo continuano in tutto il Paese sanguinosi attentati rivendicati da Al Qaida, che si ispira agli insegnamenti fondamentalisti sunniti.

In una dichiarazione, il primo ministro ha affermato che "la vita politica in Iraq si trova ad affrontare gravi sfide che richiedono a tutti i gruppi politici di essere cauti contro i complotti stranieri che cercano di spingere il Paese verso un conflitto settario e una spartizione".

Ma l'ex primo ministro Iyad Allawi, leader della coalizione dell'opposizione Al Iraqiya, ha chiesto a Maliki di dimettersi e permettere la formazione di un governo provvisorio che prepari nuove elezioni.

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SDA-ATS