Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Ramadi, caduta nelle mani dei jihadisti nel maggio scorso, è ormai quasi sotto controllo delle forze irachene, che preparano l'offensiva finale per riconquistare la città chiave in mano allo Stato Islamico, situata un centinaio di km ad ovest di Baghdad.

Dopo cinque giorni di battaglia per conquistare il centro della città, le forze irachene sono riuscite a circondare l'ex compound governativo, nel quale si trovavano 200 militanti dell'Isis. Intanto i le forze del sedicente Stato Islamico, dopo giorni di strenua resistenza, fuggono nel nord-est di Ramadi, con gli ostaggi che usano come scudi umani.

La riconquista di Ramadi, e la ripresa completa della città nei prossimi giorni, sarebbe un buon segnale per la prossima battaglia per Mosul, la seconda maggiore città dell'Iraq e roccaforte dell'Isis nel paese.

L'avanzata irachena arriva mentre la tensione è alta in Occidente per il timore di attentati. L'allarme nelle capitali europee fa alzare la guardia anche negli Stati Uniti.

L'allerta, poi smentita, era già scattata a New York nei giorni scorsi, quando sono iniziate a circolare informazioni su una "minaccia credibile" di attacco alla città. Le autorità sono intervenute per smorzare la paura, dicendo che al momento non c'è nulla di nuovo.

Il timore riguarda in particolare la minaccia di attacchi, anche da parte di lupi solitari, durante i festeggiamenti per il nuovo anno, quando migliaia di persone scenderanno in piazza, a Time Square.

La paura di attentati è tornata a salire con le minacce di Abu Bakr al-Baghdadi, tornato a farsi sentire con l'intensificarsi della campagna aerea della coalizione internazionale dopo gli attacchi a Parigi.

Nel solo giorno di Natale sono stati condotti 17 attacchi contro l'Isis in Iraq e in Siria. Nel mirino tunnel e fabbriche di esplosivi per cercare di distruggere le risorse dei militanti.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

SDA-ATS