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Iraq: ministro, 600.000 sfollati da inizio offensiva Mosul (foto simbolica)

Keystone/AP/FELIPE DANA

(sda-ats)

Sono 600.000 i civili che sono stati costretti a lasciare le loro case a Mosul e nella circostante provincia di Ninive, in Iraq, dall'inizio di un'offensiva governativa per strappare la città all'Isis, lo scorso ottobre, ma di questi 133.000 hanno potuto fare ritorno.

Lo ha reso noto il ministro per la migrazione e gli sfollati, Jassem Mohammad al Jaff.

Circa 467.000 persone, dunque, rimangono nei campi profughi allestiti dalle autorità di Baghdad con la cooperazione delle agenzie internazionali. Di queste, 425.000 sono fuggite dalla parte occidentale di Mosul, che dal febbraio scorso le forze lealiste stanno cercando di riconquistare.

Secondo dati resi noti la scorsa settimana dall'Onu, circa 500.000 persone rimangono intrappolate a Mosul ovest, di cui 400.000 nella parte vecchia della città, fatta di antichi edifici e vicoli e densamente popolata. I civili soffrono, oltre che per i combattimenti e i bombardamenti, anche per la mancanza di cibo, acqua e medicinali.

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SDA-ATS