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Iraq: resistenza iraniana, 31 morti dopo attacco ad Ashraf

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 aprile 2011 - 17:21
(Keystone-ATS)

"Sono finora 31 le vittime e 300 i feriti, di cui 19 in gravissime condizioni, in seguito all'attacco delle forze irachene al campo di Ashraf".

È quanto ha affermato Abolghesem Rezaee, segretario e rappresentante in Italia del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Cnri), braccio politico dei Mujaheddin del Popolo, nel corso di una conferenza stampa organizzata oggi a Roma per "condannare fermamente il massacro avvenuto".

La leader dei Mujaheddin del Popolo, Marjam Rajavi ha condannato l'attacco, chiedendo al segretario di stato americano, Hillary Clinton, di consentire il trasferimento dei feriti nell'ospedale statunitense che è nelle vicinanze, perchè l'ambulatorio di Ashraf, dopo l'attacco, non è in grado di medicare queste persone" ha ancora ricordato Rezaee. Secondo luie "non curare questi feriti aumenterà tragicamente il numero dei morti nelle prossime ore".

Ferma, inoltre, la condanna da parte dei membri della resistenza intervenuti, nei confronti di un attacco organizzato "su tacito consenso degli Stati Uniti che hanno firmato un accordo sulla base del quale i residenti di Ashraf sono, oltre che sotto protezione internazionale, sotto la protezione delle forze americane", come evidenziato dal segretario del Cnri.

I Mujaheddin del popolo iraniani, che si oppongono al regime di Teheran, hanno la loro base nel campo di Ashraf, nel Kurdistan iracheno. Essi accusano i militari iracheni di averli massacrati per ordine dell'Iran.

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