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BEIRUT - Nuova battuta d'arresto nella crisi politica in Iraq, ormai in corso da quasi cinque mesi: il nuovo parlamento iracheno ha oggi rinviato a tempo indeterminato la sessione che doveva portare all'elezione del suo presidente e i suoi due vice, a causa dell'impossibilità di raggiungere un accordo tra i vari schieramenti politici.
"Abbiamo rinviato fino a nuovo ordine la sessione, perché i partiti non sono riusciti a raggiungere un accordo", ha detto il decano dei deputati, Fuad Massum, che temporaneamente preside l'assemblea, nata dalle elezioni del 7 marzo scorso, che finora si è riunita una sola volta, il 14 giugno, per circa 15 minuti.
I rappresentanti delle forze politiche si sono riuniti questa mattina e hanno stabilito che la prima sessione del parlamento "rimarrà aperta" fino a quando non sarà stato raggiunto un accordo sulle nomine alle tre massime cariche istituzionali del Paese, la presidenza della Repubblica, la presidenza del consiglio dei ministri e la presidenza del Parlamento, riferisce l'agenzia irachena Aswat al Iraq.
Dal 7 marzo i leader politici sono impegnati in un braccio di ferro per giungere alla designazione di un nuovo primo ministro. Le elezioni non hanno fornito un risultato chiaro, poiché lo schieramento guidato dal premier uscente Nuri al Maliki è stato battuto di misura (89 seggi contro 91, su 325) da quello guidato dal suo predecessore Iyad Allawi. Da allora sono quindi in corso serrate trattative tra i gruppi sciiti, sunniti e curdi, che fino ad ora non hanno prodotto risultati e che è difficile prevedere per quanto tempo andranno ancora avanti.

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SDA-ATS