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Dall'inizio dell'anno, in Iraq, un 189 bambini sono stati uccisi e altri 301 feriti a causa del conflitto in corso. Inoltre, è stato impedito a centinaia di bambini l'accesso a servizi di base, come cure mediche o istruzione a causa di attacchi a scuole e ospedali.

Per esempio, solo a Ramadi, dallo scorso anno sono state distrutte o danneggiate in totale 45 scuole. Lo denuncia il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia (Unicef) che, con la Missione di Assistenza in Iraq (United Nations Assistance Mission in Iraq, Unami), esprime "forte preoccupazione" e chiede a tutte le parti in causa di rispettare i principi di proporzionalità e di distinzione nel corso di operazioni militari e la natura di spazi civili di scuole e strutture mediche e soprattutto di proteggere i bambini e altri civili dagli effetti delle violenze nella massima misura possibile.

"In Iraq, i bambini, cittadini più vulnerabili del paese, stanno pagando il prezzo più alto del conflitto - dicono Peter Hawkins, Rappresentante UNICEF in Iraq e Ján Kubis, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite - Il 26 Novembre, 8 bambini sono stati uccisi e 6 feriti durante un'operazione militare al villaggio di Al Halabsa, vicino la città di Fallujah. La maggior parte dei bambini avevano meno di 10 anni. L'episodio è avvenuto di notte, quando c'erano maggiori probabilità che le persone stessero in casa. Le Nazioni Unite stanno verificando altri 15 episodi di attacchi, di tutte le parti in conflitto, ad aree civili nell'area di Fallujiah, registrati tra Ottobre e Novembre". Le operazioni in corso a Ramadi, Mosul, Talàafar e altre aree colpite dal conflitto in Iraq, secondo Unicef e Unami, fanno crescere il rischio di altre gravi violazioni dei diritti dei bambini.

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SDA-ATS