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"Misure concrete" e non "parole vuote": a chiederle per fermare le aggressioni in Iraq, nei confronti dei cristiani e delle altre minoranze è la Santa Sede. L'arcivescovo Silvano M. Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, durante la XXII sessione speciale del Consiglio dei Diritti dell'Uomo dedicata all'Iraq, ha sottolineato con parole chiare che "la protezione se non è efficace non è protezione".

"Un requisito indispensabile - ha detto mons. Tomasi, secondo quanto riferisce oggi l'Osservatore Romano - è il rispetto della dignità inviolabile della persona umana. La tragica incapacità di rispettare questi diritti fondamentali è evidente nell'autoproclamata entità distruttiva, il cosiddetto gruppo Stato Islamico". E allora c'è una "responsabilità della protezione internazionale, specialmente quando un Governo non è in grado di garantire la sicurezza delle vittime, sicuramente si applica a questo caso, e occorre adottare, con urgenza e decisione, misure concrete per fermare l'ingiusto aggressore, per ripristinare una pace giusta e per proteggere tutti i gruppi vulnerabili della società".

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SDA-ATS