Navigation

Iraq: veicolo diplomatico GB attaccato a Baghdad, no vittime

In un raro incidente del genere, un veicolo diplomatico britannico è stato colpito oggi a Baghdad da un ordigno improvvisato posto sul ciglio della strada. L'attacco non ha però causato vittime. (foto rappresentativa) KEYSTONE/AP/Karim Kadim sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 15 settembre 2020 - 20:01
(Keystone-ATS)

In un raro incidente del genere, un veicolo diplomatico britannico è stato colpito oggi a Baghdad da un ordigno improvvisato posto sul ciglio della strada. L'attacco non ha però causato vittime, si legge in un comunicato dell'ambasciata britannica in Iraq.

Media iracheni, che citano fonti della sicurezza del paese, precisano che l'esplosione è avvenuta al passaggio del veicolo diplomatico straniero lungo l'autostrada che collega l'aeroporto di Baghdad alla città.

Poche ore prima, la Zona verde di Baghdad, dove hanno sede le principali sedi diplomatiche e i palazzi governativi iracheni, era stata presa di mira da due razzi sparati da non meglio precisati uomini armati. Anche in questo caso non si registrano vittime, né danni materiali.

I lanci di razzi contro interessi statunitensi, britannici e, in generale, occidentali, si sono intensificati negli ultimi mesi nel contesto dell'inasprimento delle tensioni tra Iran e Stati Uniti. La tensione è salita in particolare dopo l'uccisione da parte degli Stati Uniti nell'aeroporto di Baghdad, il 3 gennaio scorso, del generale iraniano Qasem Soleimani, figura di spicco dell'influenza iraniana in Iraq e in Medio Oriente.

Le milizie irachene filo-iraniane hanno più volte rivendicato attacchi contro basi militari Usa. In altri casi, anche senza rivendicazioni, fonti locali hanno attribuito a queste milizie la paternità di attacchi contro la Zona verde, l'aeroporto di Baghdad (dove sono di stanza militari Usa), e acquartieramenti Usa fuori la città irachena.

E mentre il parlamento iracheno ha chiesto a gran voce il ritiro dei militari Usa dall'Iraq, Washington ha nelle scorse settimane ridotto di un terzo il numero dei suoi circa 5000 militari presenti dal 2014 nel paese.

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.