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Iraq: video shock Isis, jihadisti decapitano reporter Usa

Gli jihadisti che hanno preso il controllo di buona parte del territorio iracheno e siriano hanno annunciato oggi la decapitazione di un giornalista freelance americano rapito in Siria nel 2012, James Foley, e hanno postato in internet un video in cui si vede un terrorista che sembra tagliargli la gola. Nel filmano si vede poi anche un altro giornalista americano Steven Joel Sotloff, a sua volta rapito in Siria. "La vita di questo cittadino americano, Obama, dipende dalle tue prossime decisioni", minaccia il terrorista.

"Siamo inorriditi dall'uccisione brutale di un giornalista americano innocente", ha detto la portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale Usa, Caitlin Hayden, precisando che "l'intelligence Usa sta lavorando per determinare l'autenticità del video".

Si tratta di un filmato, di 4,40 minuti, dal titolo "Messaggio all'America" e in cui compare la scritta: "Obama ha autorizzato operazioni militari contro lo stato islamico ponendo effettivamente l'America su un piano scivoloso verso un nuovo fronte di guerra contro i musulmani".

Poi, si vede quando nelle settimane scorse il presidente Obama dalla Casa Banca ha annunciato l'avvio di raid aerei Usa in Iraq. L'attendibilità del filmato non può essere verificata. Nelle immagini successive si vede Foley nel deserto, in ginocchio, con indosso una tuta arancione e la sua uccisione.

Foley è stato rapito il 22 novembre 2012. Fino al giorno prima aveva inviato reportage e video dal nordovest della Siria, teatro di violenti scontri tra ribelli e regime di Damasco. Secondo le ricostruzioni, sarebbe stato prelevato nelle vicinanze di Taftanaz, insieme al suo autista e al suo traduttore, che sono poi stati rilasciati.

Reporter di guerra esperto, Foley aveva già coperto i conflitti in Afghanistan e Libia. Nell'aprile 2011 era già stato vittima di un rapimento nell'est della Libia, ad opera di un gruppo di sostenitori del regime di Gheddafi. Con lui erano stati prelevati altri due giornalisti, l'americana Clare Gillis e lo spagnolo Manu Brabo, mentre un quarto, il sudafricano Anton Hammerl, era stato ucciso. I tre avevano passato 44 giorni in prigionia prima di essere liberati.

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