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Iraq-Kuwait: storica visita premier kuwaitiano a Baghdad

BEIRUT/BAGHDAD - Il primo ministro kuwaitiano Nasser Ahmad al Sabah, accompagnato da una folta delegazione, è giunto oggi a Baghdad per una visita ufficiale non annunciata, ma già definita da più parti "storica": è infatti la prima volta che un capo del governo del Kuwait mette piede in Iraq dall'anno prima dell'invasione irachena del suo emirato, ordinata nel 1990 da Saddam Hussein.
Ad attenderlo alla fine del tappeto rosso srotolato sulla pista dell'aeroporto di Baghdad, al Sabah ha trovato il premier Nuri al Maliki e numerosi alti funzionari iracheni.
Dopo una cerimonia di benvenuto, i due capi di governo hanno poi rapidamente iniziato in un'atmosfera "positiva" i colloqui per "sviluppare le relazioni bilaterali e discutere delle questioni ancora in sospeso", come ha detto il portavoce governativo iracheno Ali Debbagh.
E ce ne sono ancora molti di punti in sospeso, tra Iraq e Kuwait, 20 anni dopo la "Tempesta nel Deserto" con cui la forza multinazionale guidata dagli USA cacciò le truppe di Saddam Hussein dal suolo kuwaitiano.
A cominciare dai quasi 22 miliardi di dollari di riparazioni di guerra che l'Iraq deve ancora versare al Kuwait e che devono essere reperiti in massima parte con la specifica "tassa" del cinque per cento sui proventi della vendita del petrolio iracheno imposta dall'ONU a Baghdad.
L'Iraq vorrebbe dare un colpo di spugna a tutto questo, considerando che tra i politici iracheni c'è anche chi chiede al Kuwait i danni per aver consentito alle truppe americane e della coalizione di usare il proprio territorio per lanciare l'offensiva del 2003 che ha spodestato Saddam.

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