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Già l'anno scorso numerosi rapporti top secret degli 007 americani sullo Stato islamico (IS) descrivevano un quadro allarmante, ma la Casa Bianca "non dedicò loro attenzione". È questa l'irritata risposta che trapela in forma anonima dagli ambienti dei servizi americani dopo che il presidente statunitense Barack Obama era sembrato scaricare su di loro la responsabilità di aver sottovalutato quanto stava avvenendo in Siria.

"Il capo della nostra comunità di intelligence James Clapper ha ammesso che hanno sottovalutato ciò che stava succedendo", aveva detto Obama in una intervista sull'avanzata dell'IS. "Alcuni di noi - ribatte oggi un alto funzionario dell'intelligence al New York Times - spingevano quei rapporti", ma al numero 1600 di Pennsylvania Avenue "erano occupati con altre crisi", la questione, per loro, "semplicemente non era una priorità".

In un'intervista al Washington Post, Clapper aveva effettivamente affermato un paio di settimane fa che l'intelligence Usa aveva sottovalutato "la volontà dell'IS di combattere". Ma da molti mesi, nota lo stesso giornale, i segnali che lo Stato islamico stava guadagnando forza erano già evidenti. Alti funzionari avevano espresso allarme anche pubblicamente, ma all'inizio dell'anno Obama ancora definiva i jihadisti dello Stato islamico come "una squadra di riserve".

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SDA-ATS