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L'ascesa dello Stato islamico si sarebbe potuta evitare se la comunità internazionale avesse lavorato più duramente insieme per assicurare che i finanziamenti e il sostegno ai gruppi islamisti in Siria non avessero preso la misura che hanno avuto. Lo sostiene il re giordano Abdallah II in un'intervista alla Cbs, alla vigilia dell'assemblea generale dell'Onu.

Secondo il monarca, ora il gruppo jihadista ha accesso alle risorse petrolifere che rendono più difficile sconfiggerlo. "Sono in grado di produrre fino a un miliardo di prodotti petroliferi derivati in un anno", ha aggiunto, "il che significa che potranno pagare molti combattenti stranieri, possono acquistare armi."

Per Abdallah II, i jihadisti non dovrebbero nemmeno chiamarsi musulmani: "Sapere che parlano in nome dell'islam è orrendo e scioccante". Il re sostiene anche che il mondo deve unirsi contro l'Is. "Lo stato islamico ha innescato una presa di coscienza: è tempo per noi di decidere di combattere contro il male".

Sulla minaccia che i terroristi possano entrare in conflitto con i soldati giordani al confine, il re assicura: "le nostre frontiere sono estremamente sicure".

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SDA-ATS