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L'Isis dispone di circa 15.500 combattenti stranieri, che danno supporto "fisico e monetario" all'organizzazione, sia raccogliendo direttamente denaro nei Paesi d'origine prima di partire, sia beneficiando di finanziamenti delle diaspore. Lo afferma un rapporto del Gruppo d'Azione Finanziaria Internazionale sul riciclaggio di denaro, GAFI (in inglese Financial Action Task Force, FATF).

La principale fonte di finanziamento dell'organizzazione sono i "profitti illeciti legati al controllo del territorio, come saccheggio di banche, estorsione, controllo di pozzi petroliferi e raffinerie, rapine e tassazione illecita di beni in transito", a cui si aggiungono "rapimenti per estorsione, donazioni anche da o attraverso Ong, supporto materiale legato ai foreign fighters, raccolte fondi tramite i network di comunicazione".

"Il bisogno di ampi finanziamenti per soddisfare le necessità organizzative e di governance rappresenta una vulnerabilità per la struttura dell'Isis", e "non è chiaro se il sistema di raccolta dei fondi, basato sui profitti illeciti che ottiene dal controllo di territori sarà sostenibile nel tempo", sostiene il rapporto.

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SDA-ATS