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Nella città irachena di Mosul i jihadisti dell'Isis hanno ucciso almeno 300 persone, soldati e civili, molti dei quali avevano fatto parte della Commissione elettorale. Lo riferiscono media e fonti locali.

Secondo quanto riferito tra gli altri da IraqiNews, le persone uccise sono soprattutto poliziotti, militari e esponenti della società civile. Ma anche civili con il solo torto di avere parenti tra i militari o i membri della Commissione, intere famiglie di uomini, donne e bambini.

Mosul è situata nella provincia nord-occidentale di Ninive e dallo scorso luglio è sotto il controllo dei jihadisti dello Stato islamico. Negli ultimi tempi però i fondamentalisti islamici hanno cominciato a perdere terreno e sono comunque fortemente osteggiati dalla popolazione.

Tra la gente qualcuno è riuscito a parlare con l'agenzia spagnola Efe e ha detto che "il capo dei massacratori è Mahmoud Salam ... Lui ha accusato le vittime di essere apostati e infedeli e ha detto di averle fatte condannare alla giusta punizione da un tribunale islamico che fa rispettare la Sharia" ed è stato istituito dall'organizzazione integralista.

Il portavoce dell'esercito iracheno a Ninive, Mahmoud Souraji, ha dal canto suo confermato l'esecuzione di 300 persone che - ha precisato - erano nelle mani dei miliziani dell'Isis da alcuni giorni. "Il gruppo terrorista ha giustiziato questa gente in diversi posti a Mosul - ha detto - Molti sono stati uccisi nei centri di detenzione nella città e nei suoi dintorni".

Secondo quanto riferito da Souraji, che ha parlato alla tv locale Samariyah, la maggior parte delle persone uccise erano ex esponenti della sicurezza nazionale e soldati governativi iracheni. "Tra loro vi erano anche numerosi attivisti che cercavano di dare notizie sulla situazione nella città e che sono stati catturati dai terroristi dell'Isis la scorsa settimana in una serie di incursioni" in varie zone.

Souraji, le cui informazioni provengono da fonti a Mosul in qualche modo collegate all'Isis e non possono essere verificate da fonti indipendenti, ha messo in evidenza il fatto che le esecuzioni sono state effettuate da veri e propri squadroni della morte. E che le vittime, poi sepolte in fosse comuni alla periferia di Mosul, prima di essere uccise in molti casi sono state torturate.

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SDA-ATS