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Sull'esempio di "Je suis Charlie", il messaggio di solidarietà espressa a livello mondiale al magazine satirico francese Charlie Hebdo colpito poche settimane fa da un attacco terroristico, su Facebook è comparsa la pagina "Ìm Kenji", a sostegno della liberazione di Kenji Goto, il reporter freelance ostaggio dei militanti dell'Isis.

La pagina (https://www.facebook.com/IAmKenjiGoto) è stata promossa da Taku Nishimae, presidente di una società di produzione video di New York, amico di Goto da oltre 10 anni.

"Mostriamo che stiamo uniti, diciamo che è ingiusto uccidere cittadini innocenti e che è privo di significato mobilitare intere nazioni contro di te", ha scritto Nishimae a spiegazione dell'iniziativa. "Vorremmo chiarire che 'Ìm Kenji' non riguarda solo la libertà di espressione. Kenji Goto non è un ostaggio a causa di quello che ha scritto come giornalista, 'Ìm Kenji' è una dimostrazione di solidarietà verso Kenji".

"Se i membri Stato islamico vedessero i messaggi postati sulla pagina, si renderanno conto di quanto Goto sia amato da persone di tutto il mondo", ha aggiunto Nishimae.

Aperta il 20 gennaio, la pagina conta 10.000 'like', piena di messaggi e numerosi autoscatti con i cartelli 'Ìm Kenje', che sono comparsi tra l'altro domenica sera tra le poche centinaia di manifestanti riunitisi davanti all'ufficio del primo ministro nipponico, Kantei, per richiedere la liberazione dell'ostaggio.

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SDA-ATS