Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Lo Stato islamico (Isis) ha cercato di dare una spallata nel Nord dell'Iraq ai Peshmerga schierati a protezione della regione autonoma del Kurdistan, arrivando a poco più di 40 chilometri dal capoluogo Erbil, ma sono poi stati respinti dopo una notte di combattimenti grazie anche all'intervento dei caccia della Coalizione internazionale a guida americana.

L'attacco, al quale hanno partecipato alcune centinaia di jihadisti, è stato lanciato mentre si intensificano i preparativi per una controffensiva contro lo Stato islamico verso Mosul, la città nel Nord del Paese che dall'estate scorsa è diventata praticamente la 'capitale' del Califfato in Iraq. E per fare il punto sulla guerra all'Isis, i capi di stato maggiore delle forze armate di 26 Paesi che fanno parte della Coalizione internazionale sono riuniti da oggi a Riad per due giorni.

Nelle stesse ore dell'offensiva jihadista in Iraq, un'altra battaglia veniva scatenata in Siria dalle forze lealiste, appoggiate - secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) - anche da miliziani sciiti provenienti da Libano, Iran e Afghanistan, contro battaglioni di ribelli islamici e qaidisti del Fronte al Nusra ad Aleppo, nel Nord del Paese. Secondo l'ong, oltre 150 morti - 70 soldati siriani, 66 ribelli islamici siriani e 20 miliziani stranieri di entrambe le parti - è il bilancio dei combattimenti, proseguiti oggi ma cominciati la scorsa notte.

Pproprio mentre al Palazzo di Vetro a New York l'inviato speciale dell'Onu Staffan de Mistura annunciava di avere ottenuto dal governo di Damasco l'impegno a sospendere per sei settimane i bombardamenti sulla stessa Aleppo. Si tratta di "un barlume di speranza", ha detto de Mistura, che non ha nascosto le difficoltà nel concretizzare tale impegno. Le autorità siriane, infatti, non hanno ancora indicato la data in cui l'artiglieria dovrebbe tacere, mentre aspettano che l'inviato convinca anche i ribelli a rinunciare all'uso di razzi e mortai.

Nel Sud-Ovest della Siria, intanto, sono proseguiti anche oggi, a meno di due chilometri dalla frontiera provvisoria con Israele, gli scontri tra miliziani delle opposizioni e forze lealiste, appoggiate dagli Hezbollah filo-iraniani libanesi. Lo hanno riferito all'ANSA fonti locali raggiunte via Skype nella regione di Qunaytra a ridosso delle Alture del Golan occupate da Israele.

Per quanto riguarda l'Iraq, i miliziani dell'Isis si sono mossi verso il Kurdistan, a Est, partendo dalle loro posizioni un'ottantina di chilometri a Sud di Mosul. Fonti curde citate dal sito Rudaw, vicino al governo di Erbil, hanno precisato che le pesanti incursioni aeree della Coalizione internazionale hanno colpito i jihadisti vicino alla città di Makhmur. Le forze dell'Isis sono quindi state costrette a ritirarsi dopo che in precedenza erano avanzate verso i villaggi di Tal al Rim, Sultan Abdallah e Bshar.

Nell'agosto scorso era stata proprio un'offensiva jihadista in direzione di Erbil a provocare la reazione degli Usa, che erano intervenuti con i primi raid aerei, poi estesi alla Siria.

Sempre oggi, secondo fonti di polizia, cinque miliziani sciiti iracheni anti-Isis sono stati uccisi in due attentati suicidi a Samarra, un centinaio di chilometri a Nord di Baghdad

Neuer Inhalt

Horizontal Line


swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS