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Le milizie sciite convergono in queste ore su Ramadi, in Iraq, con l'obiettivo di aiutare le forze di sicurezza irachene a riconquistare la strategica città di cui i jihadisti dello Stato Islamico sono riusciti a prendere il controllo nel fine settimana.

La perdita della città, situata ad appena un centinaio di chilometri da Baghdad, rappresenta la peggiore sconfitta militare sofferta dal governo iracheno, da quando la scorsa estate è cominciata l'offensiva dei miliziani dello Stato islamico.

Finora il premier iracheno, Haider al-Abadi, gli Usa e le autorità religiose sunnite della provincia di al-Anbar avevano evitato di lasciar dispiegare nella zona i gruppi appoggiati dall'Iran, preferendo privilegiare le forze locali.

Intanto il segretario di Stato americano, John Kerry,, si è detto ottimista: "Sono convinto che quando le forze saranno rischierate con il passere dei giorni la situazione cambierà", ha detto nel corso di una conferenza stampa a Seul. "Sono assolutamente convinto che nei prossimi giorni la situazione sarà ribaltata".

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SDA-ATS