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Anche i raid anti-Isis della coalizione a guida americana contribuiscono alla strage di civili in Siria (e in Iraq).

Lo scrive oggi l'Independent on Sunday svelando dati giudicati "credibili" da fonti parlamentari britanniche secondo cui sono almeno un migliaio le vittime 'collaterali' delle bombe sganciate dai jet di Usa e alleati (fra cui Francia e Gran Bretagna).

E questo, nota il giornale, malgrado 11 dei 12 partner di Washington (Londra compresa) non abbiano finora ammesso di aver ucciso neppure un civile.

A dispetto delle smentite o dei silenzi ufficiali, l'Independent sottolinea che le indicazioni appaiono tuttavia chiare. E che una singola ong, Airwars, è in grado di attribuire oggi agli occidentali non meno di 967 vittime civili identificate.

Un portavoce del ministero della Difesa britannico, interpellato dal giornale, ha insistito da parte sua che al governo Cameron non risulta al momento alcun civile ucciso dai bombardamenti della Raf: la quale da dicembre opera anche in Siria, oltre che in Iraq. Un emendamento appena presentato alla Camera dei Lord dal pari conservatore lord Hodgson riflette del resto un certo scetticismo sui dati ufficiali e chiede che il governo aggiorni "obbligatoriamente" il parlamento "ogni tre mesi" sul bilancio delle vittime dei 'raid anti-Isis'.

Stando a dati già noti di sigle non governative con sede in occidente o vicine all'opposizione siriana, le incursioni russe - più intense negli ultimi mesi - avrebbero fatto a loro volta, ricorda l'Independent, 2900 morti fra la popolazione.

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SDA-ATS