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Dopo un'assenza forzata di undici mesi, dovuta allo svolgimento di un processo per frode ed abuso di ufficio nei suoi confronti, il leader del partito della destra radicale Israel Beitenu, Avigdor Lieberman, torna ad assumere la carica di ministro degli esteri.

Su richiesta del governo, la Knesset (parlamento) ha approvato la sua nomina con 62 voti a favore e con 17 pareri contrari. Giorni fa Lieberman è stato prosciolto con formula piena dal tribunale di Gerusalemme.

Il voto è stato preceduto da un dibattito molto animato durante il quale deputati arabi hanno lanciato epiteti verso Lieberman, definendolo fra l'altro "fascista" e "razzista". A nome del partito laburista, il deputato Yitzhak Herzog ha manifestato preoccupazione per questa nomina che giunge, ha notato, dopo che il segretario di Stato John Kerry ha avvertito Israele che rischia l'isolamento internazionale se i negoziati con i palestinesi non daranno esito e mentre - ha aggiunto - l'Unione Europea assume nuove linee guida restrittive nei confronti delle colonie ebraiche nei Territori.

Eguale preoccupazione è stata espressa dal deputato comunista Dov Chenin secondo cui la nomina di Lieberman implica "messaggi negativi verso i palestinesi, verso la minoranza araba in Israele, verso il processo di pace, e verso i vicini arabi". Lieberman ha ascoltato impassibile questi commenti e dopo il voto ha subito pronunciato la formula di giuramento.

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SDA-ATS