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Il premier israeliano e leader di Likud-Beitenu (destra), Benyamin Netanyahu, ha ribadito ieri sera l'intenzione di formare un governo "il più largo possibile" sulla base di cinque principi-base, dopo il risultato elettorale. Il primo di essi, ha detto nel discorso in cui ha rivendicato la vittoria dinanzi ad attvisti e simpatizzanti, è centrato sulla "potenza di Israele di fronte alle sfide che ci attendono: in primo luogo la necessità di impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari".

Netanyahu ha aggiunto che il nuovo governo dovrà basarsi inoltre sulla "responsabilità economica": un modo velato per suggerire che non potrà cooperare con i laburisti di Shelly Yachimovich, fautori di un programma di interventi sociali e pubblici più robusti.

Il terzo principio è stato definito da Netanyahu "responsabilità politica": in apparenza, un monito diretto verso la retorica oltranzista del partito di Naftali Bennett, Focolare ebraico, schierato con la destra nazional-religiosa e legato a doppio filo con i coloni ultrà.

Il quarto principio si riferisce alla necessità di puntare ad una "giustizia nel fardello": ossia alla necessità che i doveri (fra cui il servizio militare) siano spartiti in maniera più equa fra laici e religiosi zeloti.

Il quinto principio di Netanyahu è la lotta al caro-vita, in primo luogo sul fronte della 'emergenza' casa.

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SDA-ATS