Il premier Benyamin Netanyahu potrebbe essere costretto ad una maggioranza di soli 61 seggi su 120 per il suo prossimo governo per il quale è stato incaricato dal presidente Reuven Rivlin.

Il leader della destra nazionalista non religiosa (e ministro degli esteri) Avigdor Lieberman si è infatti opposto con forza all'intesa raggiunta tra Netanyahu e il partito di "Torah Unita" che prevede, tra l'altro, il possibile congelamento della legge sulla leva obbligatoria per gli ortodossi.

"L'accordo raggiunto - ha tuonato Lieberman - rappresenta per noi un grande problema". Non solo, ma nei quattro giorni che restano alla scadenza del 7 maggio - data limite per formalizzare la coalizione di maggioranza e presentarsi poi alla Knesset per la fiducia - Netanyahu deve fronteggiare anche un'aspra polemica tra i religiosi dello Shas e Naftali Bennett di "Focolare ebraico", vicino ai coloni. Il secondo non ha gradito affatto la possibile assegnazione ai primi del ministero degli affari religiosi.

Ora Netanyahu avrà a disposizione poco tempo per far quadrare il cerchio e sciogliere la riserva, ma la maggioranza che si profila - a meno che non cambi qualcosa nel frattempo - è quella di 61 seggi. Un voto in più della metà della Knesset.

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