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Israele, Netanyahu vince primarie, resta leader Likud

Netanyahu resta la figura di riferimento del Likud. KEYSTONE/EPA POOL/ATEF SAFADI / POOL sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 27 dicembre 2019 - 07:14
(Keystone-ATS)

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è dichiarato vincitore delle primarie del suo partito, il Likud, sconfiggendo il rivale Gideon Saar.

"Una grandissima vittoria! Grazie ai membri del Likud per la loro fiducia, il sostegno e l'amore", ha twittato Netanyahu un'ora dopo la chiusura delle votazioni.

Il premier (72,5%) ha vinto con un consistente margine su Saar (27,5%), che da parte sua ha commentato: "Volevamo un altro risultato. Ma adesso ci schieriamo con Netanyahu". Il voto si è concluso alle ore 23 locali, le 22 in Svizzera. La percentuale di voto è stata del 49,3% degli oltre 100 mila aventi diritto.

A poco più di due mesi dalle nuove elezioni, le terze in un anno, gli iscritti al partito di destra israeliano hanno dunque confermato alla loro guida Netanyahu, su cui gravano incriminazioni per corruzione, frode e abuso di ufficio. Saar, 53 anni, con alle spalle una carriera brillante di parlamentare ed ex ministro (istruzione ed interni), ha cercato invano di inserire il proprio nome nel Pantheon del Likud, che in 40 anni di storia ha avuto solo quattro leader: Menachem Begin, Yitzhak Shamir, Ariel Sharon e lo stesso Netanyahu.

Il confronto fra i due contendenti è stato ruvido, ricco di colpi sopra e sotto la cintura. Sposato con una celebre giornalista televisiva, Saar - lui stesso ex giornalista - ha beneficiato del sostegno di alcuni importanti media. Ma nel Likud, dove trova credito la tesi che proprio i media siano responsabili di parte delle traversie giudiziarie di Netanyahu, la cosa ha suscitato critiche e sospetti. Sul web Saar è stato così accusato di "collusione" con l'opposizione di centro-sinistra.

Sul piano ideologico, nelle due settimane di campagna elettorale Netanyahu e Saar hanno concentrato i propri interventi sul futuro degli insediamenti ebraici in Cisgiordania. Netanyahu ha assicurato che sta operando per garantire il sostegno degli Stati Uniti "al riconoscimento della sovranità israeliana nella valle del Giordano, nelle zone omogenee di insediamento ebraico in Cisgiordania e anche oltre". "Fatti, non parole", ha replicato Saar dal villaggio beduino di Khan al-Ahmar (dove si trova la Scuola di gomme). In passato Netanyahu aveva promesso che lo avrebbe sgomberato, ma finora non è accaduto.

A Natale Netanyahu aveva dovuto interrompere brevemente un raduno del Likud ad Ashkelon quando un razzo è stato sparato da Gaza verso quella città. In reazione, l'aviazione israeliana ha colpito obiettivi di Hamas. I due principali rivali politici di Netanyahu (Benny Gantz, del partito Blu Bianco, ed Avigdor Lieberman, di Israel Beitenu) hanno colto al balzo l'occasione per criticare la politica di Netanyahu verso Hamas, colpevole a loro parere di aver eroso il deterrente militare di Israele.

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