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Israele: risoluzione Ue su circoncisione alimenta razzismo

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 ottobre 2013 - 11:12
(Keystone-ATS)

Israele ha chiesto al Consiglio d'Europa di revocare la risoluzione che ha adottato contro la circoncisione. Lo ha detto il ministero degli Esteri, secondo il quale il provvedimento "alimenta l'odio e le tendenze razzistiche in Europa".

La circoncisione - ha sottolineato il ministero degli Esteri israeliano - è "un'antica tradizione di due importanti religioni, l'ebraismo e l'Islam, ed è anche comune in alcuni circoli cristiani". Comparare questa tradizione - ha aggiunto - alla "barbarica pratica delle mutilazioni genitali femminili è, al meglio, un'ignoranza abissale o, al peggio, diffamazione e odio antireligioso". Affermare poi - ha osservato il ministero - che la circoncisione "faccia male alla salute e al corpo dei giovani è falso e non in linea con qualsiasi evidenza scientifica. È vero il contrario, invece. Per esempio un rapporto ufficiale pubblicato dall'Accademia Americana di Pediatria nell'agosto del 2012 mostra i benefici della circoncisione alla salute dei maschi neonati".

La risoluzione dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa è un "intollerabile attacco sia alla rispettabile e antica tradizione che risiede alla base della cultura europea sia alla moderna scienza medica e ai suoi risultati".

Una risoluzione - ha concluso il ministero - che "getta una macchia morale su Consiglio d'Europa e alimenta l'odio e le tendenze razzistiche in Europa".

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