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Nel corso di quattro anni Israele ha condotto in una zona desertica una ventina di esperimenti "di carattere difensivo" volti a verificare gli effetti sulla popolazione di esplosioni di 'bombe sporche'.

Lo rivela oggi con grande evidenza il giornale Haaretz secondo cui gli ordigni più piccoli erano di 250 grammi e quelli più grandi di 25 chilogrammi.

Le cosiddette 'bombe sporche' sono armi progettate per spargere materiale radioattivo, utilizzando esplosivi convenzionali. Non sono tuttavia vere e proprie armi nucleari, né hanno lo stesso potere distruttivo. Il timore in Israele, spiega il giornale, è che gruppi terroristici possano un giorno farvi ricorso.

In zone aperte, secondo questi esperimenti, le ripercussioni maggiori delle 'bombe sporche' sarebbero di carattere psicologico. Se la deflagrazione avvenisse invece in un luogo chiuso - aggiunge Haaretz - esso dovrebbe essere decontaminato e l'operazione richiederebbe un tempo relativamente lungo.

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SDA-ATS