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Una ragazza palestinese di 14 anni arrestata da Israele con il sospetto di aver lanciato pietre e per possesso di coltello è stata liberata ieri al termine di 45 giorni di carcere. Lo riferisce l'agenzia Maan. La giovane, Malak al-Khatib, era stata fermata il 31 dicembre e condannata a due mesi di prigione dopo aver patteggiato la pena. Ora ha detto, citata dai media locali, di non aver commesso alcun crimine né di aver avuto con lei alcun coltello.

L'arresto di al-Khatib, originaria di Beitin, a poca distanza da Ramallah, ha creato scalpore nell'opinione pubblica palestinese, sia per la sua giovane età sia perché si trattava di una ragazza.

Secondo quanto dichiarato dalle autorità palestinesi, riportate dalla stampa locale, "Malak al-Khatib è stata incappucciata e ammanettata durante l'arresto, e interrogata senza la presenza di un familiare o dell'avvocato per le tre settimane precedenti il processo".

La ragazza - rilasciata sotto patteggiamento dopo sei settimane per aver confessato di aver tirato una pietra ad una macchina israeliana sulla superstrada 60, percorsa sia da coloni sia da palestinesi - ha dichiarato ai media di essere estranea ad ogni accusa, e di aver firmato "un documento in ebraico messole davanti da un poliziotto israeliano senza sapere di cosa si trattasse".

Un portavoce dell'esercito ha dichiarato che "il lancio di pietre è un crimine pericoloso e che in passato ha portato alla morte di civili israeliani".

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SDA-ATS