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Italia: 315 no sfiducia Romano, governo regge ma bagarre in aula

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 settembre 2011 - 21:56
(Keystone-ATS)

La maggioranza regge alla prova della sfiducia a Saverio Romano. La mozione presentata dal Pd contro il ministro delle politiche agricole, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, viene bocciata con 315 voti contrari e 294 favorevoli al termine di una seduta burrascosa che un navigatore esperto della politica come il presidente della Camera Gianfranco Fini legge come "l'inizio della campagna elettorale".

Dei tanto paventati assenti se ne sono contati diciannove; 2 di Fli (Tremaglia e Buonfiglio), 7 del Pd (6 Radicali più Marianna Madia che sta partorendo), 6 del Pdl, 1 dell'Udc.

Silvio Berlusconi, è "molto soddisfatto" del voto a Montecitorio. "Anche perché - spiega il presidente del Consiglio a Saverio Romano, che riceve dopo la votazione, ci sono stati 315 voti con le assenze giustificate e questo significa che la maggioranza è a 325 e si possono fare le riforme".

Felice anche il ministro Romano, che, dopo aver bollato come "inaccettabile" la mozione di sfiducia nei suoi confronti, attacca gli ex amici dell'Udc. "Sono molto amareggiato, è stato disperso un patrimonio di garantismo", rileva.

Durissima l'opposizione, che punta il dito sulla Lega, compatta come previsto sul "no" alla sfiducia a Romano.

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